MENU
Home Page
"Vario Son da Me Stesso" - BIOGRAPHY
"Single"
"Monumenti in scatola"
"Nervous System"
"Green Room"
"Campi"
"Savinio Green Room"
Computer Art
"Piccolo e Formato"
"Memory"
Digitale
Coutry & City

 

 

"Vario son da me stesso"


Ennio Flaiano
Clicca qui per leggere la presentazione del libro "Pescara, Ennio Flaiano e la città parallela".


Clicca qui per leggere la presentazione del libro "L'orecchio alato (I poeti hanno le orecchie piegate in un verso) ".
 


BIOGRAFIA
Antonio Marchetti
, nato a Pescara il 2/12/52. Vive e lavora a Rimini.
Dal 1981 al 1995 ha vissuto a Ravenna ove ha fondato e diretto dal 1982 al 1988 l'album d'arte "Stilo" e ha organizzato, a conclusione dell'esperienza editoriale, il convegno "L'immagine della terra".
E' tra i fondatori, nel 1990, del Circolo Gramsci di Ravenna, ne ha curato l'immagine grafica di tutte le attività.
Ha organizzato e curato per questa associazione (in collaborazione con l'assessorato alla cultura di ravenna) i convegni:
- "Naufragi, nel movimento dell'arte"
- "Il vuoto, sul non c'è che c'è"
- "Alberto Savinio. Intrattenimento"
Nel 1992 ha publicato presso la Stamperia dell'Arancio il racconto "La lentezza del single" nella collana Sécretaire.
Nel 2001 ha curato per le edizioni Pendragon il volume miscellaneo "Alberto Savinio. Intrattenimento".
Nel 2004 ha pubblicato per le edizioni Unicopli: “Pescara. Ennio Flaiano e la città parallela”, Collana Le città letterarie.
Ha realizzato nel laboratorio di Franco Bucci opere ceramiche di produzione limitata documentate nel libro curato da Gianni Sassi "Il libro degli spiriti".
Da diversi anni realizza opere litografiche con il maestro Edoardo Fanelli di Urbino.
Sue opere scultoree sono state realizzate a Rimini (Monumento funerario presso il cimitero di Rimini - opera vincitrice del concorso indetto dall'AVIS) e a Pescara (facciata del Museo delle Genti d'Abruzzo - progetto arch. A. Michetti).
Suoi testi, interviste o recensioni del suo lavoro di ricerca sono apparsi su: Alfabeta, Panorama, La Rivisteria, La Repubblica, "Rassegna delle riviste" terza rete radiofonica a cura di Franco Marcoaldi, Flash-Art, Il giornale dell'arte, Segno, La Terra del Fuoco, Tracce, Arte e cronaca, Radio Popolare Milano, Op.Cit. etc.

Hanno scritto del suo lavoro:
Alberto Boatto, Virginia Cardi, Cristina Marabini, Umberto Palestini, Vittoria Coen, Gianni Scalia, Charles Debierre, Gianfranco Pernaiachi, Lucia Spadano, Giulio Guberti, Giacinto Di Pietrantonio, Franco Marcoaldi, Renato Barilli, Ivo Gigli, Valeria Tassinari, Claudio Cerritelli, Franco Masotti, Serena Simoni, Giorgio Marcon, Stefano Levi Della Torre.
25 Maggio 2005 - Rai international, Taccuino italiano. Andrea Di Consoli intervista Antonio Marchetti su Flaiano e Pescara (edizioni Unicopli).

Principali esposizioni (presentazione sintetica):
Ortona, Palazzo Farnese, "Linee di scambio", a cura di G.Di Pietrantonio
Nizza, VI Biennale Mediterranea
Bologna, Centro Mascarella
Ferrara, Sala Polivalente, "Stilo, progetto polivalente"
Bologna, Arte Fiera,"Under 35" a cura di E. Crispolti
Bologna, Galleria d'Arte Moderna, "Materialmente, scultori degli anni Ottanta", a cura di C. Marabini e D. Auregli
Volpaia, "Il cielo e dintorni", a cura di G.Di Pietrantonio
Caltagirone, VII Rassegna nazionale della ceramica, a cura di G. Dorfles, G. Di Pietrantonio
Cattolica,"Anni Novanta", Le Navi, a cura di R.Barilli
Milano, Fiera Internazionale Arte Contemporanea, 1991
Pescara, "Fuori Uso", 1990
Milano, Bottega dei vasai, a cura di F. A. Miglietti
Mondolfo, Chiostro di S.Agostino, "Outsider", a cura di M.V.Cardi
Pescara, Galleria Manzo, "Grandi opere" a cura di Achille Bonito Oliva
Giulianova, "Il design del mare", a cura di Luciano Secone e Alessandro Mendini.
Bologna, Ass.Italo francese,"Ombre lunghe"a cura di M.V.Cardi
Cervia, Magazzini del sale,"Ombre lunghe", a cura di M.V. Cardi.

Longiano, "A Teatro", Teatro Petrella, a cura di M.V. Cardi. 1996
Cento, una collezione per l'arte contemporanea. Museo della città.
Colonnella, "Convergenze", a cura di C. Cerritelli. 1997
Castelbasso, "Trasalimenti", a cura di Gabriele Di Pietro.1998
Rimini, Galleria dell'immagine: "Arte e Architettura cimiteriale". 1998
Harelbeke (Belgio), "Stil Leven". 1999
Ravenna, una collezione d'arte della Provincia di Ravenna
1982 Milano Studio Manzo
1984 Aleph Club Gabicce
1987 Pesaro, Deposito Figure
1988 Pescara,Galleria Cesare Manzo
1989 Rimini, Galleria dell'Immagine, Palazzo Gambalunga
1989 Bologna, Ass.Italo francese
1990 Riccione, Galleria Gian Franco Rosini
1991 Museo dell'arredo contemporaneo, Russi
1991 Rimini, Galleria Balena
1992 Riccione, Galleria Gian Franco Rosini
1992 Rimini, Galleria Balena
1993 Grottammare, Stamperia dell'arancio
1994 Pescara, Galleria Cesare Manzo
1995 Arte Contemporanea Balena, Rimini
1996 Ravenna, Pinacoteca Comunale, Santa Maria delle Croci
1997 Forlì, Oratorio di San Sebastiano
1997 Ravenna, "Ravenna Festival 1997", Cripta Rasponi "La camera verde"
1999 Alfonsine, "Casa Vincenzo Monti".
2000 Pesaro, Centro arti visive La Pescheria
2001 Rimini, "Notti Malatestiane", realizzazione video per il Pierrot Lunaire di Arnold Schömberg
2002 “Una collezione d’arte della Provincia di Ravenna”, mostra itinerante a cura di Enzo Dall’Ara.
2003 "La galleria dell'Accademia", Libera Accademia di Belle Arti di Rimini.
2005 Rimini, Notti Malatestiane, Mondaino. Scenografia virtuale per il Lélio di Hector Berlioz (con Davide Pazzaglia)
2007 "Trasalimenti", Montepagano Luglio/Agosto 2007, a cura di Gabriele Di Pietro. "City", undici opere recenti a Palazzo Mezzopreti.
2008/2009 Libreria Punto Einaudi, Rimini: "Country & City"
2009 Cansano (AQ) Ocriticum-Museo dell'emigrazione: "Memorial Cansano"

Cortometraggi:
- "Milano-Bovisa"
- "Love War Wreck" (animazione digitale)
- "Van Gogh davanti a Hugo Von Hofmannsthal



"Anni Novanta". Cattolica, Le Navi.



Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

Clicca per ingrandire

Umberto Palestini

"Vario son da me stesso" (1992)

Per Antonio Marchetti artista, è quasi impossibile identificare una valida definizione.
Potremmo considerarlo un eclettico per eccellenza, una sorta di intellettuale in cui il pittore, lo scultore, lo scrittore, l'editore, convivono in maniera singolare; l'importante esempio di un artista che non rifiuta la parola e non si rifugia nel mutismo per lasciar parlare le opere, secondo una vecchia concezione estetica. Tutta la sua attività sta a confermare la capacità grazie al dono dell'ironia, di spaziare in campi d'indagine diversi, con risultati sempre efficaci ed originali.
Ho conosciuto Antonio alla fine degli anni Settanta durante le lezioni di Storia dell'Arte all'Università di Pescara. Lui frequentava Architettura, io Lingue. I nostri approcci erano diversi anche se comune l'interesse per l'arte. Nel 1985 l'ho ritrovato a Pesaro, alla Galleria Deposito Figure, dove presentava la rivista "Stilo". A quel tempo già cercava di non assecondare lo stereotipo dell'artista unicamente assorbito dalla sua ricerca estetica. Dipingeva e nello stesso tempo dirigeva una tra le più intelligenti e particolari riviste apparse nella baraonda cultural-consumistica degli anni '80. Scoprii più tardi che essa era funzionale sia alla sua continua voglia di conoscenza che alla sua indomita necessità di dialogo e confronto. "Stilo" è stato un punto di incontro culturale, realizzato con grande sforzo e partecipazione da un artista che avvertiva come la conoscenza vera avesse bisogno del fare concreto, dalla progettualità realizzata.
Due anni più tardi una personale alla Galleria Manzo di Pescara, "Mimetico e Leggero", presentata da Giacinto Di Pietrantonio, mi rivelava la sua produzione pittorica. I dipinti esposti sembravano ridursi in due tematiche principali: una che definirei poetica degli interni (nature morte, oggetti colti in momenti particolari con luci che regalavano alla loro immobilità un presentimento di vita segreta), l'altra che evocava spazi siderali, luoghi dalle tonalità notturne in cui si descrivevano comete di passaggio in spazi infiniti. Tra queste una mi aveva colpito, lo "Psiconavigante". Marchetti in questa opera rappresenta mirabilmente un personaggio sospeso in uno spazio astratto, in cammino dentro i notturni meandri della psiche, mentre viene colto da un'intuizione improvvisa, un'epifania. Un'opera in cui la concentrazione dell'attimo e l'accenno al continuo fluire degli eventi vengono rappresentati in una sintesi ammirevole. Ne fui affascinato, l'acquistai e oggi contrappunta molti dei miei attimi quotidiani.

Da quel momento, lo sviluppo dei nostri incontri e delle rinnovate discussioni si sono accordati a quello della sua ricerca e della mia conoscenza di essa. Alla fine degli anni '80 Marchetti ha spostato l'azione verso la scultura ed il disegno che, in ogni caso, si riallacciavano con coerenza alle precedenti esperienze pittoriche. Appaiono i "Single", oggetti scultura usciti da alcuni suoi dipinti per materializzarsi tridimensionalmente nello spazio. Potrebbero essere concepiti come "caffettiere" ma sapendo che il termine esprime la produttività della macchina, il funzionamento autosufficiente, il meccanismo di singolarità. I "Single" di Marchetti sono anche oggetti-personaggio, elementi non imbrigliati nella loro staticità decorativa, ma unità capaci di trasformarsi in particolari emblemi carichi di accordi e suoni segreti.
Altra caratteristica della sua ricerca è l'importanza attribuita al disegno come espressione originaria e come principio basilare del progetto preordinato. Il disegno per Marchetti non è soltanto appunto progettuale, primo abbozzo per opere successive, ma si fa spazio autonomo di indagine. Egli potrebbe fare sua la frase di Goethe: "quello che io non ho disegnato non l'ho visto"; il disegno come strumento che permette all'atto stesso di concretizzare l'intuizione. In molte opere dell'artista il titolo assume grande rilevanza, rappresentando il legame evidente con la sua passione per la scrittura; nei dipinti e disegni non appare come semplice cifra grafica, ma come segnale di evocazione. Nelle sue opere il titolo non risulta mai banalmente esplicativo o straniante, direi piuttosto che aumenta o rafforza il senso sotteso, una sorta di evidenziatore semantico. Con l'evoluzione della sua ricerca l'interesse critico per la sua produzione aumenta.
Tra le mostre più importanti ricordiamo: "Materialmente", (una riflessione sulla scultura degli anni '80) curata da Cristina Marabini e Dede Auregli alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, le personali "Disegni e sculture" alla Galleria dell'Immagine a Rimini e "Cento piccoli Single" alla Galleria Gian Franco Rosini presentata da vittoria Coen. Pubblica per le Edizioni Essegi, "Plateau", con un testo di Alberto Boatto. La sua ricerca, all'inizio degli anni '90, si sposta verso la riflessione sul sottile meccanismo del gioco combinatorio. Piccoli disegni che, assemblati, creano un puzzle o arazzo; elementi che, mentre si riducono a formule geometriche essenziali, sottintendono la possibilità di combinazioni complesse. Un gioco ironico e sottile dove le miniaturizzazioni si assemblano come in un movimento prolifico per rivestire grandi superfici.
L'ultima sperimentazione dell'artista privilegia l'installazione, coinvolgendo tutto lo spazio in cui interviene. Ad "Anni Novanta", la mostra curata da renato Barilli, egli precisa in maniera originale questo suo approccio. In un affascinante ed eterogeneo insieme, egli sistema anche a terra cento piccoli "Single" di cartone su cui scrive cento diversi titoli in un gioco di nominazioni differenti, mentre a parete campeggia una frase di Arcimboldo restituita dalla gioiosa libertà dell'acquerello: "Vario son da me stesso". Una frase che per Antonio Marchetti rappresenta anche una carta d'identità.

 
 

 

Clicca qui per tornare ad inizio pagina

 

Web Design: Antonio Marchetti e Luca Propato | Web Master: Luca Propato - Sito
Copyright © 2000- 2001 ANTONIO MARCHETTI.it - Tutti i diritti sono riservati
- E' vietato riprodurre i testi e le immagini contenuti nel sito -